Prestiti alle imprese garantiti dallo stato per superare la crisi Covid19

Prestiti alle imprese garantiti dallo stato per superare la crisi Covid19 30/04/20 – La situazione di emergenza sanitaria dovuta alla epidemia da Covid19 sta impattando, pesantemente, anche sulla tenuta economico e finanziaria dell’intero sistema imprenditoriale nazionale che per il 99% è formato da micro, piccole e medie aziende. Tra le misure di contrasto alla crisi di liquidità delle Pmi è intervenuto il D.L. n.23 del 8 Aprile 2020 noto come Decreto Liquidità. Il provvedimento ruota principalmente su un sistema di garanzie rilasciate del Fondo centrale dello Stato teso a facilitare l’erogazione di finanziamenti alle imprese attraverso gli istituiti di credito.

Il meccanismo prevede la presenza di tre soggetti, da una parte il Fondo di garanzia dello Stato e dall’altro, il più diretto rapporto tra banche e imprese, laddove, quest’ultime saranno sottoposte al vaglio del merito creditizio per ottenere i finanziamenti, in un contesto, peraltro, che le vedeva già vulnerabili finanziariamente già prima della crisi da Covid19. Va da sé, che lo strumento legato alla garanzia statale può fornire un primo aiuto a soddisfare parte del fabbisogno finanziario necessario a superare il periodo di chiusura forzata imposta dalla legge sin dal mese di marzo scorso. Infatti, la nuova finanza, dovrebbe supplire la perdita di fatturato e coprire almeno i costi fissi fino a quando le imprese non saranno in grado di raggiungere la sostenibilità finanziaria in modo autonomo. Le imprese però dovranno prestare molta attenzione prima di accedere a tale strumento perché tutto ciò si dovrà applicare in un contesto di  incertezza del sistema macroeconomico e si corre il rischio di trovarsi nella impossibilità di restituire le somme prese a prestito e quindi non sopravvivere al Post COVID, rischiando il default e creando un enorme problema sociale in termini di occupazione e di perdita di know-how.

L’intervento primario sarà quello di garantire la continuità aziendale attraverso le azioni che tutelino gli asset e le intere risorse aziendali esistenti. Vediamo quindi come lo strumento legato al fondo di garanzia può venire in soccorso alle imprese e quali sono gli aspetti salienti del provvedimento:

I Beneficiari sono: le PMI esercenti attività di impresa arti o professioni e le Imprese con numero di dipendenti inferiore a 499 unità. La garanzia è concessa anche alle imprese costituite successivamente al 1° gennaio 2019.

Tra le condizioni di ammissibilità ci sono anche le imprese che in data successiva al 31 dicembre 2019 hanno presentato un concordato con continuità, accordo di ristrutturazione, piano attestato ed imprese con posizioni classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché non precedente al 31 gennaio 2020.

L’Importo massimo del finanziamento garantito è pari a 5 milioni per ogni singola impresa. La garanzia è concessa a titolo gratuito.

Il sistema di garanzie previsto:

  • Garanzia diretta del 100%sul 25% del fatturato nel limite massimo di € 25.000
  • Garanzia del 100% (90% diretta e 10% Confidi)
  • Garanzia diretta del 90%

Alcuni parametri:

  • il 25% del fatturato,
  • il doppio della spesa salariale annua 2019,
  • il fabbisogno per costi di capitale di esercizio e per costi di investimento per i successivi 18 mesi (per le PMI) ovvero 12 mesi (per le imprese di dimensione maggiore) come attestato da apposita autocertificazione del beneficiario.

Esiste una procedura semplificata che prevede: Per i prestiti  inferiori a  € 25.000 non occorre che le banche attendano il via libera del Fondo di Garanzia; la durata finanziamenti è di massimo 72 mesi, con possibile preammortamento fino a 24 mesi (limitato ad alcuni casi)

E’ prevista anche la rinegoziazione di finanziamenti già in essere ai quali  è concessa la garanzia a condizione che il debito accordato sia superiore di almeno 10% rispetto al residuo debito.

ALCUNI ACCORGIMENTI

  • La banca non è obbligata ad erogare il finanziamento nonostante la garanzia dello stato.
  • Le pratiche devono essere complete di tutta la documentazione richiesta con particolare riguardo all’allegato mod. 4bis.
  • Restano esclusi i soggetti che presentano esposizioni classificate come “sofferenze”.
  • Presentare le pratiche con una logica di sostenibilità del debito nei termini della determinazione della rata di rimborso.

Infine, si tenga conto che le misure previste dal decreto se da una parte faciliteranno l’ammissione al fondo di garanzia statale dall’altro ci saranno le banche che continueranno ad osservare attentamente la gestione finanziaria dell’impresa finanziata, sin dalle primissime battute iniziali legate alla richiesta di ammissione al fondo di garanzia statale. La soluzione per le Pmi non può che essere quella di adottare al loro interno dei piani aziendali che prevedano un’analisi e pianificazione dell’effettivo fabbisogno di liquidità con l’obiettivo di individuare le corrette forme di intervento finanziario alternative magari con l’aiuto dei propri professionisti e con adeguati strumenti contabili e di controllo che consentano il monitoraggio della finanza aziendale.

Inoltre, è questo il momento per analizzare, nel dettaglio, se il proprio modello di business nel tempo del Covid19 è ancora sostenibile, al fine di evitare il possibile declino della propria azienda che può condurre al fallimento per la mancanza di redditività e quindi della solvibilità.

Studio Enrico De Fusco in collaborazione con BP4U

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