Il restyling del Patent box con il nuovo Decreto.
Con il Decreto Fiscale 146 del 21 ottobre 2021 il Governo ha rivoluzionato il Patent Box, procedendo ad un restyling completo.
È stata rivoluzionata la disciplina tributaria e quanto previsto dalla Legge di stabilità del 2015. E’ stata riscritta di fatto l’intera normativa e modificato radicalmente il meccanismo di funzionamento di un’agevolazione che le imprese stavano dimostrando di apprezzare.
Sono queste le reazioni di Confindustria, di Assosoftware e delle imprese italiane che hanno iniziato a beneficiare del Patent box negli ultimi anni.
Cos’è il Patent box
Il Patent box è un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo beni immateriali (di software, brevetti industriali di disegni e modelli).
E’ un regime che consente a tutte le imprese la parziale detassazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei sopraddetti beni immateriali, indipendentemente dalla dimensione e dalla natura giuridica di appartenenza, incluse le stabili organizzazioni in Italia di residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione.
Il primo paese a introdurre il Patent box a inizio anni 70 fu l’Irlanda, paradiso fiscale europeo. Ora l’Italia sarà invece il primo paese ad abolire il Patent Box.
Il restyling del Patent box
L’agevolazione che era già stata prevista fin dal 2015, fa perno sulla detassazione del reddito generato dall’asset, mentre il nuovo regime introdotto dal Governo Draghi passa a una deduzione dei costi di ricerca e sviluppo associati al brevetto.
L’incentivo attuale insiste sulla maggiorazione dei costi di Ricerca e Sviluppo.
Una sorta di “premiazione” di chi spende di più indipendentemente dai risultati, asserisce Bonomo, Presidente di Confindustria.
Anche Assosoftware critica il restyling del Patent box in quanto, pur rendendo più semplice l’applicazione, l’abrogazione del sistema attuale andrebbe a penalizzare notevolmente la parte più innovativa ed emergente; soprattutto PMI e start-up.
Regime vecchio vs regime nuovo
Il nuovo regime offre alle imprese la possibilità di maggiorare del 90% i costi per le attività di ricerca e sviluppo riguardanti i beni immateriali, anche ai fini dell’IRAP. Stiamo quindi parlando di un beneficio che, calcolando il 90% di IRES e IRAP, ammonta a circa il 25% dei costi sostenuti, compresi quelli per le attività di ricerca e sviluppo svolte con altre società e con università, enti di ricerca e organismi equiparati.
Nel decreto fiscale c’è però un’anomalia relativa al periodo di transizione tra i due regimi.
Per godere del Patent box anche per il 2020 sarebbe infatti necessario, stando alla lettera della nuova normativa, aver esercitato l’opzione prima del 21 ottobre, tagliando quindi fuori le aziende che legittimamente lo avrebbero fatto entro il 30 novembre.
Ci sono, pertanto, aziende che hanno applicato la precedente agevolazione nella liquidazione delle imposte a saldo del 2020 ed acconto 2021, ma non hanno ancora inviato la dichiarazione in scadenza a fine novembre 2021 e nel mentre questo decreto ha abolito la norma applicata.
Il Restyling del Patent box è quindi incompatibile con il credito di imposta in ricerca e sviluppo con il quale era precedentemente cumulabile.
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